Il sito utilizza cookies tecnici e cookies terze parti, anche profilanti. Chiudendo il banner e/o continuando la navigazione nel sito l'utente accetta l'utilizzo di tutti i cookie. Per maggiori informazioni, anche in ordine alla disattivazione, è possibile consultare l'informativa cookie completa. LEGGI





Dettagli Evento

Pianoforte Romantico-Recital di Riccardo Caroccia

Luogo: Circolo S.Quirico, Via Pisana 576/Via B. da Montelupo 36 Firenze

Le note del pieno romanticismo musicale di Schumann e Beethoven interpretate da Riccardo Caroccia

PROGRAMMA

Robert Schumann

(Zwichau 1810- Bonn 1856)

Fantasia in Do Magg. op 17

1.  Durchaus fantastisch und leidenschaftlich vorzutragen; Im Legenden-Ton

2.  Mäßig. Durchaus energisch

3.  Langsam getragen. Durchweg leise zu halten.

La Fantasia in Do Magg. Fu scritta da Robert Schumann nel 1836 e fu pubblicata dopo una rivisitazione nel 1839 con la dedica a Franz Liszt. E’ generalmente descritta come uno dei capolavori per pianoforte solo di Schuman ed é una delle composizioni cardine del primo periodo Romantico. Il primo movimento del 1836 deriva da un componimento intitolato “Rovine” dedicato al contrastato amore del compositore per Clara Wieck che più tardi divenne sua moglie. Gli altri due movimenti furono composti l’anno successivo per raccogliere fondi per la creazione del monumento dedicato a Ludwig van Beethoven a Berlino.

Il titolo originale era "Obolen auf Beethovens Monument: Ruinen, Trophaen, Palmen, Grosse Sonate f.d. Piano f. Für Beethovens Denkmal" che poi divenne” Ruins, Triumphal Arch, and Constellation”, ma fu infine pubblicato con il titolo “Fantasie in C dur” come noi lo conosciamo.

 

Ludwig van Beethoven

(Bonn 1770- Vienna 1827)

Sonata n° 21 in Do Magg. op 53 “Waldstein”

  1. Allegro con brio

  2. Introduzione: Adagio molto (in Fa maggiore)

  3. Rondò: Allegretto grazioso

 La sonata per pianoforte n. 21, Op. 53 in Do maggiore, comunemente chiamata Waldstein (dall'omonimo conte a cui è dedicata) o L'aurora (per via del senso di trascendenza gioiosa che la caratterizza), fu composta tra il 1803 e il 1804.

Il pianista Wilhelm von Lenz la definì una «sinfonia Eroica per pianoforte», riconducendola quindi alla Terza sinfonia di Beethoven (anch'essa del 1803).

 

L'iniziale Allegro con brio irrompe con una serie di accordi ribattuti in pianissimo, a cui segue un disegno melodico che sembra guizzare dall'indistinto sottofondo percussivo.

Il secondo movimento costituisce un momento di cupa pausa meditativa, di penombra, che nel suo breve sviluppo verso una toccante melodia, conduce al successivo Rondò (dal carattere fresco e leggero).

Le otto battute iniziali del Rondò

Inizialmente, al posto di questo movimento Beethoven creò un Andante in Fa maggiore, di più ampio respiro che, secondo il racconto di Ferdinand Ries, alcuni suoi amici gli sconsigliarono di pubblicare con la sonata. L'autore ebbe a risentirsi per questo parere ma in seguito lo accettò; il movimento originale venne pubblicato nel maggio 1806 con il titolo Andante favorì (WoO 57).

 

L’attacco di questa sonata è rivoluzionario. Nessuna delle precedenti sonate beethoveniane inizia con un primo tempo che ha una spinta così forte e implacabile.



Note:

CONCERTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI per indisposizione del pianista
Indietro
Data: 20-03-2016
Ore: 16.00



Associazione Musicale Francesco Landini - Sede: via Attavante 5, 50143 Firenze
web developer by Lorenzo Parigi || Area Riservata